armunia e benvenuti srl

Ogni volta
che mi accorgo ad atteggiare le labbra al torvo,
ogni volta che nell’anima scende come un novembre umido e piovigginoso,
ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me…
allora dico che è tempo di mettermi in mare al più presto, questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola.


   
 

Una tazza di mare in tempesta

Il mare. Che mare?
Il rumore del mare. Cosa ti fa venire in mente il rumore del mare?
Il Moby Dick di Melville. Un libro. Tutto il mare in un libro.
S’accende qualcosa ogni volta che lo si prende in mano, il libro, e allora poi si comincia a immaginare in grande, balene, velieri, oceani, via, le cose più esagerate.

“Una tazza di mare in tempesta”,
una piccola installazione, una piccola performance,
per poco pubblico che assista a piccoli oggetti che evochino grandi cose.
Tutto rubato da Melville, per pochi minuti.
Come se si fosse nella stiva di una baleniera. Tutto qui

con Roberto Abbiati e Luca Salata e Alessandro Calabrese
musiche e registrazioni a cura di Fabio Besana
scenografie costruite nei laboratori di scenotecnica di Armunia
Per un numero massimo di 15 spettatori.
Durata: 15 minuti..

Il Libro
Un tentativo di di Matteo Codignola edito da Adelphi racconta dettagliatemente le vicende dello spettacolo, con un prologo ed un divertente epilogo.

 

Le recensioni

Alessandra Iadicicco su Il Giornale

Si annuncia timidamente come «Un tentativo», ma è un trucco riuscito, uno strano prodigio, un piccolo miracolo. Il suo artefice, o prestigiatore, Matteo Codignola, estrae una balena da una scatola. Guardatela bene: è inconfondibile, è proprio Moby Dick. Stava chiusa in una gabbiotto, uno scatolotto di legno, lungo quattro metri, alto e largo due, in cui il genio teatrale di Roberto Abbiati l’ha ridotta a uno spettacolo di 15 minuti per 15 spettatori offerto come Una tazza di mare in tempesta

Ruggero Bianchi su La Stampa

Non ho visto il Moby Dick di Roberto Abbiati, la performance/istallazione alla quale Matteo Codignola dedica Un tentativo di balena; ma la cosa non è grave, dato che l’autore stesso confida di essersene innamorato grazie a Carlo Mazzacurati, che gliel’ha raccontato senza averlo veduto, inducendolo così a «immaginarselo» prima e poi a «inventarsi un altro modo di restituirlo». Un procedimento sostanzialmente corretto, trattandosi di uno spettacolo concettual/minimalista condotto all’interno di una stanza/scatolone che coincide con il cranio/cervello/mente del suo indefinito creatore, sia esso Abbiati o Melville, Ishmael o Ahab, l’autore o il lettore, il performer o ciascuno dei quindici spettatori ammessi a ogni replica.

Cristina Taglietti da Il Corriere della Sera

Si può mettere Moby Dick anche in una scatola. La gigantesca balena, con tutto il peso dell' immaginario che si porta dietro non ne soffrirà, abituata com' è alle riduzioni che editoria, cinema, teatro ne hanno fatto nel corso degli anni. Al Festivaletteratura, che si è aperto ieri a Mantova, Moby Dick ci sarà, protagonista di uno spettacolo che, in quindici minuti e per quindici spettatori alla volta, ne racconta la storia per intero. Si intitola Una tazza di mare in tempesta ed è una performance ideata e messa in scena dall' attore e autore brianzolo Roberto Abbiati. In una scatola di quattro metri per tre, Abbiati racconta il classico di Melville servendosi di pochi oggetti: disegni, sculture, lampadine. Lo spettacolo ha ispirato a Matteo Codignola un bizzarro racconto che Adelphi manda in libreria in occasione di questo appuntamento con il Festival e che, almeno in parte, si presenta come un singolare programma di sala, illustrato con i disegni di Abbiati.

Scheda tecnica

Il racconto si svolge il una piccola stiva di legno che misura 4 m. per 2,70 m. e alta 2,40 m.

Sulle pareti di questa costruzione sono in mostra le piccole scene che si animano durante lo spettacolo. Il pubblico quindi segue dal centro della stanza quello che si svolge intorno.

Lo spazio minimo però per l’allestimento è di 6 m. per 7 m. con un’altezza minima di 3 m.

La sala deve essere totalmente oscurata.

Trovandosi l’entrata della stiva sul lato corto (frontale) è necessario che l’entrata per il pubblico sia sullo stesso lato della stanza che ci ospita.
Dentro questo piccolo spazio ci possono stare una quindicina di spettatori seduti sul pavimento in legno, con anche la disponibilità di alcuni sgabelli.

La durata del racconto è di 15 minuti, preceduti da una presentazione.

Tra uno spettacolo e l’altro è necessario l’intervallo di 15 minuti, per riallestire la scena.

Per gli incontri con le scuole bisogna prevedere uno spazio d’attesa, o di lavoro che permetta la turnazione dei gruppi.

Corrente elettrica 5 kw. con presa cee 5 poli
(tre fasi neutro e messa a terra) da 32 ampere.
oltre che a una normale presa di corrente 220 volt.
Oscurabilità
Montaggio 5 ore
Smontaggio 3 ore
2 facchini per il montaggio e lo smontaggio