2007
gennaio
foto brasiliana
 

2006

Un teatro a Salvador de Bahia

di roberto abbiati scritto in occasione della raccolta fondi della COFAS Trentina

Quando ci è venuta l’idea, lì nel cortile di Santa Cruz, ci è sembrata un’idea da pazzi.



Qual è il buon motivo per costruire un teatro nella parte più feroce della favela?
Padre Guido è pazzo e perdipiù contagioso.
La sera prima mentre tornavo a casa lì nella favela il taxista terrorizzato m’aveva sconsigliato di restarci, guardava la strada, poi me, poi alzava gli occhi al cielo. Voleva essere pagato in fretta e scappare. La strada però era angusta e non era facile girare il taxi, è per questo che mi ha portato fin sotto casa, perché solo lì s’allargava la strada. Io ogni volta che sono stato a Salvador mi sono trovato bene.La pasta la fanno malissimo, praticamente l’assassinano, ma per il resto io mi son trovato bene, la pasta la porto dall’Italia e la cucino io.
Cosa pensa un taxista brasiliano del calcio in Italia?
Cosa pensa di me e di Padre Guido?
Cosa pensa dell’idea che lì dove mi portava sorgerà un teatro?
Il Padre Guido è trentino montanaro, poche idee da perseguire con la tenacia dei muli, dei muli da montagna. E l’idea è che lì in quel posto lì si faccia una cosa bella.
Il dialogo nel piccolo cortile sopra il canale della fogna è stato così, testuale.
Padre Guido – Roberto facciamo qui un teatro.
Io – Si, mi sembra una buona idea.
Padre Guido – Però deve essere bello.
Ho detto “si” mentre pensavo a come poteva essere.
Io – Si, Guido, semplice funzionale e bello.




E come due i visionari ancorati alla realtà ci siamo immaginati un bel teatro che funzioni a Santa Cruz.
I sono tornato con le idee chiare il teatro come una speranza per quel posto. Idee chiare vuol dire trovare, amici, soldi, architetti, attori, collaboratori che possano dare qualcosa ad una idea cosi stravagante.
Ma se questa è un’idea stravagante allora sono stravaganti tutti quelli che fanno il teatro, che magari lo fanno a gratis sui palcoscenici della provincia, che lo fanno per gusto o per solidarietà, quelli che lo fanno per se stessi o per gli altri, insomma per la gente di teatro non è stravagante nulla.
Adesso tutto è più ordinato, ci sono gli architetti e c’è il progetto c’è qualche soldo e arrivano i preventivi e poi c’è chi sta aspettando con impazienza il teatro, il gruppo dei bimbi della Rosy che lì raccoglie e gli insegna il teatro, la banda dei 70 percussionisti bambini che fanno le prove in strada, il gruppo delle ragazze madri che vuole iniziare l’attività teatrale, e poi la compagnia dei giovani con il loro spettacolo da proporre, e cosi via, insomma per farla breve, le tante piccole speranze di Salvador de Bahia.


Adesso sto lavorando a Salvador de Bahia con i ragazzi, e faccio il teatro, anzi lo devo costruire il teatro, e quindi chi vuole capire di più me lo chiede, e per chi mi vuole aiutare

conto corrente postale 53444543 intestato a Edus causale Un teatro a Salvador de Bahia